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sabato, 23 maggio 2009
Ma se potessi
oltrepassare l'Appennino e le foreste
planare silenzioso
sui tettini delle macchine in amore
arenate fronte stadio alla seconda
o la terza
e poi ancora
volando basso basso sulle spiagge
dall'uomo del pane a mezzogiorno
scoprire come il mare è un impero romano
che si vende alle colline
e all'orfano castello di dalmazia
(cartolina dalla tua finestra, immaginavo)
se potessi, dicevo
entrare da quella finestra
senza dover - per forza d'abitudine -
inciampare
chiederei quando hai capito
che io non ti bastavo.
martedì, 12 maggio 2009
il fascino
c'è chi ce l'ha e chi non ce l'ha
io non ce l'ha
nemmanco l'anarchia mi darà quel che natura negò
ma come si fa a metterci una croce sopra?
Ditemi ditemi come si fa a stare in pace con ciò che si ha
Ditemi ditemi come si fa a stare in pace con ciò che si ha
Ditemi ditemi come si fa a stare in pace con ciò che si ha
Ditemi ditemi come si fa a stare in pace con ciò che si ha
Ditemi ditemi come si fa a stare in pace con ciò che si ha
Ditemi ditemi come si fa a stare in pace con ciò che si ha
Ditemi ditemi come si fa a stare in pace con ciò che si ha
martedì, 14 aprile 2009
Ho trovato una fotografia strana
mercoledì, 25 marzo 2009
Ci fanno le skin di messenger sempre più splendenti così ci crediamo che siamo più splendenti noi.
Ho cancellato tutti i videogiochi che c'avevo sul computer e mi sono messo a leggere come un forsennato, ma non sto per niente meglio, non scrivo meglio e non ho maggiore consapevolezza e ho bisogno di fumare e di uscire SUBITO. Io posso non rispondere al telefono alla gente, però se uno non risponde a me, MI RODE capito letì? niente di personale credo (cioè io spero di no ma senti il resto). Non ci sarà sempre qualcuno a guardare quello che faccio, e nonostante tutto scrivo perché voglio semplicemente che voi mi amiate. Gli scrittori veri non fanno così, quelli scrivono e basta, è vero bukò?
Allora proviamo. Io sono quello che ti vuole umiliare, quello che dà gli spiccetti ai neri coi calzini per strada solo perché vuole fare bella figura. Quello che ha sempre il sottile bisogno di fotterti, pure a te che sei il mio migliore amico, pure a te che nemmeno ti conosco, io ti voglio fregare tutto, chiunque tu sia, il talento, la ragazza, i vestiti e le pareti, i soldi e le palle. E non è che ti devi pensare che io sono chissà quale persona infelice tutto il tempo con lo sguardo misterioso e il vuoto dentro che riduce a merda tutto quello che gli sta vicino e che si sfascia di alcol, mica sono bukowski o baudelaire, io sono uno che striscia, con le vitamine sul comodino, la seghetta appena appena mi trovo da solo, la felpa di snoopy e niente barba, la faccia da schiaffi e pure quattr'occhi, che fra diec'anni sembrerò un pedofilo magari lo sono pure, amo i bambini. Ho cancellato tutti i videogiochi che c'avevo sul computer e mo mi sento più stupido di prima, e tutte le figure di merda della mia vita mi assalgono multiformi - assalire multiforme neanche me la so inventata io, mi spiego? - tipo che ho conosciuto una ragazza di ventisei anni a roma su internet e mi ci sono incontrato e mi ci sono baciato, poi baciando baciando le ho toccato la nuca e sentivo delle mollette, delle grappette e dico cazzo questa qua c'ha la parrucca, ma che cazz è? Non l'ho voluta più vedere, qualcuno poi mi ha fatto notare che magari c'aveva il cancro. E questa è una, e ce ne stanno altre.
Insomma, se mo stavo a giocà ai videogiochi come un ebete magari voi 'ste cose non le avreste sapute e mi avreste potuto immaginare diverso, migliore. Vi ho tolto un buon novantapercento di immaginazione su di me, e questo, per quanto si possa obiettare, è un BENE. Io adesso esco e vado a fumarmi una sigaretta per le vie arancioni di roma, senza musica perché quando mi sento sporco la musica non la posso sentire. Buonanotte
lunedì, 23 marzo 2009
«Guardate questo sangue. Questo è il sangue di due uomini rinchiusi
dentro il centro per stranieri senza documenti di Torino. Si sono
tagliati le braccia la mattina di sabato 14 marzo, per non essere
espulsi. Questo è il sangue di due uomini che combattono per la
libertà, e che sono pronti a morire per lei. Ora uno è detenuto presso
il carcere delle Vallette. L’altro è stato trasferito nel lager di
Ponte Galeria a Roma. La loro lotta non è finita. Altri stranieri
detenuti sono in sciopero della fame, ovunque. A Bari tre di loro si
sono cuciti la bocca, perché nessuno ascoltava la loro voce. A parte i
soliti libertari, due dei quali hanno pagato con l’arresto e una
condanna a 10 mesi di galera per aver osato volantinare in loro
solidarietà, proprio quel 14 marzo, a Bari. E allora, Signori, che ci
stiamo a fare noi qui? Noi non siamo qui per convincervi, perché noi e
voi siamo nemici. Noi siamo qui per attaccarvi. E stasera non
mangiate.»
questo è il testo del volantino lasciato da 6 tizi che hanno scaricato secchiate di letame dentro un lussuoso ristorante di Torino.
www.rainews24.it/ran24/player/video.asp
domenica, 22 marzo 2009
ci devo riflettere ancora un pò
lunedì, 09 marzo 2009
Mani
in tasca dopo tanto non più sole
e pioggia sveglia fino alle caviglie
(la musica se è troppa annacqua i baci)
Chi s'aspettava dentro un bel cliché di
metterci su casa?
Nell'ubriachezza ho in mente sempre tutto
e invece scordo il resto come ombrelli.
Tenevo il tuo com'era un candelabro
parlavo come s'ero un gran poeta.
SBADABUBIZAZ
perché pasolini era un sacco simpatico secondo me e
quindi io faccio tutti gli errori che mi pare non mi frega niente
faccia di serpente
domenica, 01 marzo 2009
Mani di latte e voce di giada,
la mia poesia è un Salieri rabbioso e innamorato.
Io rivendico il diritto
ad esplodere nei miei ricordi
e a baciare (un attimo ancora)
ogni ragazza che abbia mai amato.
Rivendico strade in bicicletta
verso il mare
e tremanti nella notte per le nostre grida ubriache
o per un bacio che era vita
egoista ingenua vera sfinita disperata GHOSTBUSTERS.
lunedì, 16 febbraio 2009
AUGURANO A TUTTI I PROLETARI DEL QUARTIERE UN 1978 SENZA SACRIFICI
(trovata sul muro di un palazzaccio tra Lucio Sestio e Giulio Agricola)
sabato, 14 febbraio 2009
Ma dove è finito il mio cuore?
Dove lo stupore dei miei occhi?
E' finalmente arrivato
il giorno in cui "dirai
che avevo ragione",
il giorno in cui ti trovi
sulle braccia e le gambe
lividi sconosciuti:
in cui scopri che il destino degli uomini
non è costruire
ma celebrare.
martedì tre febbraio duemilanove
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